Ho sempre amato la poesia ed il cinema. Sono nato con la televisione, almeno dal punto di vista cronologico-temporale, anche se ho passato la maggior parte della mia infanzia senza televisore in casa.

La mia passione è stata la «settima arte», mi sono sempre nutrito di celluloide e sono cresciuto nel mito dei personaggi del neorealismo italiano e dei lungometraggi sovietici.

Ricordo di essere profondamente turbato dall’imprecazione del prete, dopo l’assassinio del partigiano, nel film Roma Città Aperta di Roberto Rossellini e dai visi scarni dei marinai de La corazzata Potëmkin di Sergej Ejzenštejn...

Ho sempre amato la poesia ed il cinema. Sono nato con la televisione, almeno dal punto di vista cronologico-temporale, anche se ho passato la maggior parte della mia infanzia senza televisore in casa.

La mia passione è stata la «settima arte», mi sono sempre nutrito di celluloide e sono cresciuto nel mito dei personaggi del neorealismo italiano e dei lungometraggi sovietici.

Ricordo di essere profondamente turbato dall’imprecazione del prete, dopo l’assassinio del partigiano, nel film Roma Città Aperta di Roberto Rossellini e dai visi scarni dei marinai de La corazzata Potëmkin di Sergej Ejzenštejn...